Tok Tok

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Yvés, io, Emanuela, Gino, Fréderique, Kevin – Tok, 1 Agosto 2017

Domani saremo ognuno per la propria strada. Io verso la Denali Highway. Yvés e Fréderique verso la Top of the World Highway, Kevin pure, ma farà un po’ di autostop perché ha ancora i postumi di un virus intestinale. Gino ed Emanuela invece saranno sulla strada più breve per raggiungere il Canada, quella che passa da Beaver Creek. Continua a leggere “Tok Tok”

Alaska: funziona tutto al contrario

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-Dove possiamo mettere il nostro motorhome? – domandano al tedesco

-Dove volete. Oggi i posti sono tutti liberi –

-Guardi che è molto grande – fa la signora

-Non c’è problema, mettetelo pure lì – la zittisce indicando un posto a caso e poi giù dei colpi di tosse catarrosi da gran fumatore. Continua a leggere “Alaska: funziona tutto al contrario”

Chicken: non è un posto per polli

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– You’ve just inspired me, thanks! –

Ha parlato solo lui, un tipo della California con una fiataccina d’alcool e tabacco da stenderti, che assieme al padre e ad altri amici girano l’Alaska in camper.

L’avevo incontrato la sera prima davanti ad una specie di saloon e vista la bici mi aveva chiesto da dove arrivassi. Dopo una breve chiacchierata avevo optato per la vicina taverna, visto che il saloon fra alcool e pistole nelle fondine, era troppo wild già alle cinque del pomeriggio.

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Top of the silence highway

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Immaginatevi una strada completamente sterrata che corre lungo un crinale grandissimo e pazzesco. Immaginatevelo grande e lui lo sarà ancora di più. Immaginatevi di poter girare la testa a trecentosessantagradi e non vedere segno alcuno di presenza umana: né una linea elettrica, né un’antenna, né una costruzione. Montagne in lontananza, boschi di abeti che appena sotto di te si estendono a perdita d’occhio, il grande fiume che s’insinua nel verde più assoluto, ed il silenzio più totale. Continua a leggere “Top of the silence highway”

Dawson City

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Prima di arrivare a Dawson, la valle dove scorre il Klondike si allarga, iniziano le prime costruzioni e ci sono moltissime collinette di ghiaia tutte uguali. E’ stata una sensazione strana. La prima che vedi pensi forse è naturale, la seconda pensi forse qualcuno ha scaricato qualche sasso per un lavoro, poi inizi a vederne a decine e decine tutte all’incirca delle medesime dimensioni, quasi a formare delle onde in un mare privo di acqua. Continua a leggere “Dawson City”

Jack

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– Arrivo! Mi vado a cambiare e torno –

Si va a cambiare per cosa? Non deve raccontare la storia di Jack London?

Sono solo assieme a due pensionati americani evidentemente poco interessati. La conferenza o lecture, come la chiamano qui, durerà mezz’ora e loro hanno già detto che fra pochi minuti devono andar via. Ma la signora non si scoraggia e non perde il suo entusiasmo.

– Arrivo! Mi vado a cambiare e torno – Continua a leggere “Jack”

Finalmente Klondike

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Il penultimo giorno sulla Klondike Highway prima di arrivare a Dawson City è stato uno di quei giorni dove le salite sono più lunghe del solito. Uno di quei giorni dove la bici proprio non va, mica le gambe. Uno di quei giorni in cui avresti fatto davvero di tutto fuorché montare in bicicletta. Uno di quei giorni in cui è sempre troppo caldo. Uno di quei giorni in cui hai sempre fame. Uno di quei giorni in cui il paesaggio è uguale al tuo umore cioè piatto, il tutto condito da una foschia da calura degna del miglior Appennino che non ti fa respirare. Uno di quei giorni che non fai altro che salire, salire e salire. Continua a leggere “Finalmente Klondike”

Wild Yukon

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A Pellin Crossing ho imparato più insulti, parolacce e bestemmie in inglese in una nottata che in anni di studio. Non le ripeterò per rispetto, ma ne scriverò solo alcune.

Il motivo principale era una lite fra due sedicenti fidanzati che ha tenuto banco fino alle sei di mattina. Lei pazzesca, una belva per insulti e parolacce senza ritegno verso di lui. Lui veramente un disgraziato che al massimo della sua ira le ha detto: Ti odio! Oppure: me ne vado! Guarda che me ne vado questa volta! Vado! Vado!? Vado??? Con quell’intercalare sul finale che sembrava più una domanda che un’affermazione. Poveraccio non ce la faceva proprio. Continua a leggere “Wild Yukon”

Sulle rive dello Yukon

IMG_20170719_172223.jpgLake Leberge sembra un mare, ma è solo lo Yukon che si è allargato formando un lago gigantesco con tanto di onde.

Il campeggio è proprio sulla spiaggia, e la mattina seguente mi fermo da Mom Tracie. Una signora che ha una specie di pasticceria: Moms Sourdough Bakery, vivamente consigliata da Philippe, lo Svizzero, e sua moglie Rosy. Continua a leggere “Sulle rive dello Yukon”

Ashley: una visione in senso contrario

IMG_20170711_162106E’ il 19 Luglio 2017, sono da poco passate le due del pomeriggio ed ho appena fatto 45 km. Sono nei pressi di Lake Leberge, a nord di Whitehorse, e questa strada che corre tutta dritta di fronte a me, sotto una calura californiana, e’ la Klondike Highway. Mentre Lei si chiama Ashley. Continua a leggere “Ashley: una visione in senso contrario”