Pisa-Firenze solo andata. Giorno uno: arrivo a Pisa

Il lavoro è molto semplice e complicato allo stesso tempo.

La squadra non è proprio delle migliori. Al momento della selezione ci deve essere stato come un calo di attenzione da parte dei selezionatori. Comunque il parterre è decisamente variegato. Abbiamo tre atleti statunitensi: la coppia Stacey e Charles, poi Carol. Due inglesi: Paul e Nicolette. Due australiane: Janette e Julie. 

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Dalla Patagonia alla galera

Attraversiamo tre portoni molto pesanti ed almeno cinque cancelli per entrare. Tutto sa di chiuso e consumato.

Dopo il terzo portone ti ritrovi di nuovo all’aperto in un chiostro verde con alberi e fiori ed alcuni ragazzi intenti ad innaffiarli. Poi altro cancello, altra porta ed infine entriamo nell’ala dedicata allo studio ed ai laboratori.

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La strada da SAN CARLOS DE BARILOCHE a USHUAIA

La CARRETERA AUSTRAL (N°7) è stata costruita in molti anni. I lavori sono partiti all’incirca quando il dittatore Augusto Pinochet era al potere. Fu lui infatti a volere creare una viabilità per i cileni che fosse in grado di collegare la parte meridionale del paese che altrimenti si poteva raggiungere solo attraverso l’odiato vicino argentino.

Il punto di inizio della Carretera è la città di Puerto Montt. Da qui un pò pedalando su strada ed un pò prendendo alcuni battelli si arriva, dopo circa 1200km, nella cittadina di Villa O’Higgins.

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“Onde di sei metri. Oggi non si può partire”

-Onde di sei metri. Oggi non si può partire – è il buon Capitano Abelardo che parla.

Onde di sei metri? In un lago? Davanti a noi splende un timido sole e le acque sono calme. Capitano Abelardo è chiaramente lanciato in pasto ai naviganti dalla compagnia turistica che ci fa pagare caro il prezzo per portarci dall’altra parte. Lui è un uomo in evidente età da pensione che arrotonda in estate la magra pensione cilena. Chissà se ha mai visto onde di sei metri da queste parti e rimbroccato dal manager prosegue:

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Gringos

Occhi sbarrati come fossero morti. I due gringos se ne stanno seduti a fissare il muro nell’oscurità della stanza. Sono vivi nonostante tutto. Saluto con uno stentato buongiorno, ma la risposta che mi giunge alle orecchie è una specie di lamento. Fuori ha piovuto incessantemente per tutta la notte, ma ora è silenzio. Apro la porta e vado in bagno.

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Mai accettare passaggi

Nella notte patagone non soffia il vento. L’ho scoperto per caso poco prima di mezzanotte mentre, da solo, stavo rincorrendo un auto a folle velocità.

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Tetesco di Cermania

La prima volta che incontriamo la coppia tedesca è all’uscita da Cochrane, deep Carrettera Austral. Arrancano sulla strada sterrata a pochi chilometri per ora. Hanno due bici da giro per il mondo, anche se forse il giro del mondo non lo faranno.

Sono impeccabili. Perfetti. Tante borse e tutte in tinta con la bicicletta. Ogni dettaglio sembra studiato nei minimi particolari. Sono pulitissime nonostante le condizioni della strada e il maltempo. L’abbigliamento è super tecnico. Non li conosciamo ancora ma già li odiamo.

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Camperos

La pelle di cordero del Senor Leo ad asciugare.

Lui ha dei camperos polverosi ai piedi. Sta seduto con la reverenza di chi sa che dall’altra parte del tavolo c’è qualcuno da rispettare. Magari è più giovane di lui, sa meno della vita, non sa come si governa un gregge, però è una persona da rispettare.

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Questa strada spakka

DSCF3098Arrivare a Puerto Tranquilo non è molto tranquillo.

Questo piccolo porto è una località sulle sponde del Lago General Carrera come lo chiamano i cileni o lago Buenos Aires come lo chiamano gli argentini. Infatti il lago, uno dei più grandi del Sudamerica, è tagliato in due dal confine. Continua a leggere “Questa strada spakka”

Non può piovere all’infinito. Ma può essere lunghissimo

Ci fermiamo all’interno di una curva alla base di una discesa lunghissima ed a tratti ripida, tagliata fra due ali di foresta che pare pluviale. Tutto è verde, tutto è rigoglioso. Piove incessantemente da molte ore oramai.

Deve essere un castoro quello che ci guarda, immagino sconcertato. Lo sarei anch’io fossi in lui. Se ne sta con la testa fuori dall’acqua in una piccola palude a bordo strada. E proprio in quel preciso momento, uno scroscio d’acqua fortissimo, molto di più del diluvio, già fortissimo iniziato alla mattina, ci travolge. Le gocce rimbalzano sulla giacca e sui pantaloni anti acqua, mentre rivoli d’acqua si infilano fra le loro pieghe. Quello che sento è solo un rimbombare sordo e ovattato sul mio cappuccio. Sono come sordo. Allarghiamo le braccia. Ci arrendiamo. Più forte di così non può piovere. Continua a leggere “Non può piovere all’infinito. Ma può essere lunghissimo”