Grizzly

 

DSC05273
da qualche parte lungo la Cassiar Highway n.37 (Nord British Columbia – Canada)

“Tuo aspetto è quello di orso! Tu essere come grizzly”!

A ripensarci bene aveva visto giusto Daichi. Io non avevo capito minimamente dove volesse andare a parare quando si lanciò in quell’imprevedibile tentativo di similitudine con un mix d’inglese e giapponese. Fu del tutto inaspettato sia per la sua indole di giapponese al quanto riservata, sia per l’imprevedibilità degli esiti.

Continua a leggere “Grizzly”

In Alaska fa caldo

IMG_3059In Alaska ha fatto veramente caldo (video qui) tre anni fa quando il mio viaggio mi ha portato sino a là.

Già  perché mica avevo programmato niente, non sapevo neanche se ci sarei potuto arrivare a causa del mio visto canadese. Poi una volta appurato che non c’erano impedimenti ho proseguito.

Ero sbarcato a Calgary con la vaga idea di andare sverso nord e per nord intendo veramente il NORD. Dawson City nello Yukon doveva essere la mia meta. Volevo attraversare le Montagne Rocciose, il British Columbia e vedere questo famoso Yukon e il suo affluente Klondike. Posti sognati e visti in libri, film e documentari. Pensai che da lassù ci erano passati davvero tutti: da Jack London a Zio Paperone, e continuavo a dirmi che non mi sembrava vero, e forse in parte non lo era, ma non m’importava ormai ero diretto in quella direzione.

Continua a leggere “In Alaska fa caldo”

Questa strada spakka

DSCF3098Arrivare a Puerto Tranquilo non è molto tranquillo.

Questo piccolo porto è una località sulle sponde del Lago General Carrera come lo chiamano i cileni o lago Buenos Aires come lo chiamano gli argentini. Infatti il lago, uno dei più grandi del Sudamerica, è tagliato in due dal confine. Continua a leggere “Questa strada spakka”

Le ore di buco

La lettera di richiamo arrivò puntuale per posta all’indirizzo di Via Roma. Ad aspettarmi mia madre con la busta in mano.

-Questa viene dagli uffici del comune! Cosa hai combinato ora?! – subito mi chiese con fare indagatorio

Non sapevo. Aprì la busta ed era stata inviata dalla biblioteca, dall’ufficio del rispettabile Professor B.

Merda questo fa sul serio, pensai subito.

-Allora che succede? – incalzò mia madre

Era difficile da spiegare, anzi no, era soltanto lungo. Continua a leggere “Le ore di buco”