Un rifugio per menti curiose

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Ho trovato alloggio in una guest house molto sporca nel centro di Kelowna. E’ gestita da una signora cinese che se ne sta tutto il giorno a sedere dietro la scrivania del suo ufficio, a contare i suoi soldi e tessere le lodi della sua struttura che ospita prevalentemente studenti della locale università.

E’ inizio settembre fa caldissimo e non si respira. Tutti sono entusiasti di questo posto che pare essere considerato la Florida del British Columbia. La spiaggia è super affollata anche nella calura più appiccicosa.

La prima impressione che ho avuto di Kelowna è che faccia schifo. Il meraviglioso lago Okanagan coi suoi meleti, coi suoi ciliegi, con le sue vigne deve essere da qualche parte al di là di questa cortina di fumo che scende dalle montagne.

Gli asiatici qui sono moltissimi e non sono molto simpatici. Lo stupore e la curiosità del viaggio si stanno scontrano malamente, già da alcuni giorni, con la cruda realtà di chi vuole essere primo a tutti i costi e dimostrare non so bene cosa, ma dimostrare. Come lo studentello di origine cinese di scienze politiche che pare essere lo sgherro della proprietaria.

Infatti è lui che riferisce se qualcuno lascia la porta aperta o usa la cucina in orario non consentito. Ma in che posto sono finito? Ero stanco, e il primo ostello che ho visto sulla cartina mi ci si sono fiondato. Mi lascio sopraffare da tanta arroganza. E’ così palese che è tutto sbagliato, ma nessuno ci fa caso? Solo io?

E sopratutto questo ragazzino è veramente una carogna. Come quando uno dei primi giorni che lavoravo alla raccolta delle mele rientrai stanco morto e andai in cucina affamato a preparami qualcosa, erano circa le 8 della sera, praticamente notte fonda per usare la cucina qui. Il delatore mi vide e subito andò dalla signora che venne ed in cinese espresse tutto il suo disappunto. Le dissi che non capivo, in tutti i sensi, e continuai a mangiare.

Tutti magnificano le possibilità e la vivibilità di questi luoghi. Sono io che sono sbagliato? O nessuno riesce a guardare al di là della spessa cortina fumosa che si è creata ed impregna ogni cosa per giorni e giorni che diventano settimane intere.

Vorrei scappare, ma non so dove. Vorrei andarmene di nuovo sulla strada che tutto migliora, sopratutto le persone e i suoi incontri. Parlo, ma la gente non ascolta, parlo e la gente non capisce. Non è un problema di barriera linguistica, è piuttosto un problema di simboli. Qui la gente produce, ma non bada alla bellezza. Produce per riempirsi  il portafoglio e comprare cose nuove che verranno a noia quando usciranno cose nuovissime. Produce ricchezza per passare il proprio tempo libero all’interno dei centri commerciali assieme alle cose, agli oggetti ma mai alle persone.

Perché sono arrivato a Kelowna? Ora ricordo: stavo per lasciare Whitehorse nello Yukon  alcuni mesi fa, e mi fermai da un venditore ambulante di frutta a comprare delle mele, ma non mi accorsi che quelle mele alla fine comprarono me.

-Scusa ma da dove vengono queste mele?

-Dal British Columbia, quassù crescono giusto le patate e nient’altro. Da dove arrivi ragazzo?

-Dall’Italia. Ho sentito che c’è molto lavoro da quelle parti nella raccolta delle mele

-Certo, c’è molto lavoro fino a Ottobre in genere. Ho lavorato per un Italiano a Kelowna si chiama A.D. se vuoi ti lascio il numero. E’ una brava persona, un gran lavoratore. Se passi da quelle parti prova a chiamarlo di solito cercano sempre qualcuno

Così feci quando arrivai da queste parti e tempo tre giorni dopo aver lasciato l’Alaska mi ritrovai dentro il meleto coi due ragazzi Cechi.

Io qui mi sento solo. C’è tanta gente in giro ma mi sento più solo che nello Yukon o in Alaska. Lassù le poche persone che incontravo ogni settimana, erano tutte vere e sincere. Qui non trovo un posto in cui possa andare a svagarmi senza dover consumare. E’ avvilente. Per fortuna dopo poco trovo la biblioteca, molto grande e spaziosa. Un’oasi in mezzo a questo deserto fumoso, con una piccola scritta proprio a fianco della porta d’ingresso, che è come un segnale: un rifugio per le menti curiose.

continua…

Stefano Elmi

 

scrittimaiali

 

 

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