Chiesa vendesi

IMG_20171011_174148Lavoravo sei giorni su sette e di solito la domenica me ne andavo in giro con la bici per le colline intorno Kelowna, che è un pò come girare per il Chianti ma al posto delle osterie trovi i pub che servono la birra. 

Una mattina, abbastanza calda di inizio Ottobre, parto per esplorare la costa nord del lago Okanagan. Dopo neanche un’ora sono costretto fermarmi in una di quelle caffetterie un pò tutte uguali delle catene commerciali che trovi in tutto il Canada. Piove troppo forte e non ho voglia di bagnarmi, nessuno m’insegue così mi prendo il mio tempo. Mi scaldo davanti ad un finto camino dove uno schermo piatto trasmette le fiamme di un fuoco. Che tristezza, ma non c’è altro di aperto in giro la domenica mattina.

Forse però un altro posto ci sarebbe, ma non me la sento proprio di entrare. Sorrido ogni volta che vedo quei cartelli. Uno è anche vicino alla casa dove abito. Sorrido sempre di più ogni volta quando penso che praticamente io vengo da una teocrazia dove di fatto la religione ufficiale è una soltanto. Ma qui ognuno professa la sua, ma la sensazione più che quella di professarla è quella di saperla vendere nella maniera migliore per avere più consumatori, pardon, credenti. Certi annunci davanti alle chiese delle più svariate confessioni ricordano certe invenzioni pubblicitarie di chi sarebbe in grado di vendere oltre che un auto scassata anche la propria mamma.

Rimango sempre scettico quando qualcuno vuole vendere a tutti i costi qualcosa a qualcun altro anche quando non ne ha un reale bisogno. Ma una religione, un pensiero, un qualcosa che serve per raccontare e interpretare la realtà in cui viviamo si può vendere come verità? Non ci sono mille sfaccettature per un singolo aspetto?

Alcuni annunci davanti alle chiese comunque sono di un’ironia, credo involontaria, incredibile. Mi getto a una velocità folle in una discesa senza fine apparente sino a che non mi accorgo che termina proprio a ridosso di un incrocio trafficato. Freno all’ultimo istante, metto il piede in terra, alzo la testa e leggo il cartello:

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“Gesù Cristo: re dei re. Dettagli all’interno” Non ci credo, ma come è possibile che i dettagli siano tutti lì dentro? L’altro invece non è lontano da dove abito, lungo la strada che di solito percorro per andare al supermercato o in biblioteca. “Non riesci a dormire? Conta le tue preghiere! Caffè e Muffin questo martedì alle 10.” Qui di solito lo cambiano ogni tre o quattro giorni, solitamente a ridosso dei weekend quando la Chiesa si riempie. Anche le citazioni sono ammesse: “La giovinezza è un dono di natura, ma l’età è  un’opera d’arte (Stanisław Jerzy Lec). Caffè e Muffin questo martedì alle 10.”

Una parte di me li ammira per la loro genuinità, ma l’altra ne rimane spaventata.

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continua…

Stefano Elmi

scrittimaiali

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