Pisa-Fireze solo andata. Giorno tre: Pisa a Lucca

NOZZANO: border control

Con nostra somma gioia oggi è il giorno di lasciare l’Hotel Royal Victoria. 

A modo suo, lui, ci da il suo saluto. Stanno girando un film, una fiction o non ho capito bene cosa al suo interno, ed hanno pensato bene di non chiudere l’hotel per tale incombenza. 

E’ tutto un via vai di maestranze, furgoni parcheggiati in doppia fila, carrelli trascinati all’interno nei corridoi, ogni tipo di faro e cavo sparpagliati in ogni angolo e poca gentilezza ovunque. 

Spinte, parolacce, traffico, tutti di fretta, tutti trafelati, già in ritardo ancor prima di iniziare. Ragazzetti con l’auricolare a controllare tutto il movimento e darsi un tono all’interno della produzione. Una ragazza con una felpa con su scritto il titolo del lavoro che stanno girando, ha un codazzo di due, tre persone, deduco che deve contare qualcosa più degli altri. 

Comunque chi conta in questi casi sono sempre loro: elettricisti, e operai vari che hanno in mano tutta la baracca e la seguono in maniera adeguata sempre: ahoo, do’ stanno le chiavi di quer coso?! Ahoo vien giù di là coso! Passame sto’ cazzo! Loro si  che comandano.

  • Lo sai Stefano che ieri ho litigato con uno di questi signori? – mi dice con fare molto british Julie, mentre aspettiamo gli altri nella hall – Facevano una tale confusione mentre io ero nella mia camera, allora sono uscita e gli ho chiesto gentilmente di fare più piano, questi mi ha risposto male. Gli ho detto che io ho pagato per questo albergo mentre loro no, ma continuava a parlare in italiano e non capivo. A proposito cosa stanno dicendo?
  • Beh niente d’interessante. Diciamo che non sono molto gentili ecco – rispondo io 

I nostri atleti avvezzi allo sforzo fisico prolungato già dal primo mattino sono costretti  a fare lo slalom fra tutto ciò con le loro valigie. Il nostro furgone, piantonato da Martina, oggi in veste di driver, è in seconda fila con le quattro frecce scintillanti lungo la sponda dell’Arno. 

Già tutto è nel completo caos alle 8 di mattina. Hanno messo anche dei piccoli pilastrini di ferro per impedire alle auto di parcheggiare sui marciapiedi, ma nonché problema, tutti parcheggiano nella corsia riservata agli autobus. 

Bulla-driver

Scambio due parole con un signore nel parcheggio dell’hotel che dal suo furgone ha tirato fuori una specie di tornio portatile. Parliamo di bici e giri possibili, anche lui è appassionato. Penso che sia uno della troupe che sta girando ma in realtà mi dice che  lui non centra niente: Io devo solo cambiare un tubo. Sono due ore che sono qui e ancora non ho cominciato.

Rimane solo un ultimo ostacolo verso la libertà: Piazza dei Miracoli. 

Siamo sui nastri di partenza, a fianco della torre. Punto col mio indice la porta all’altra estremità della piazza. Auguro a tutti buona fortuna e dico che ci rivedremo dall’altra parte. 

Superare il muro umano non è mai semplice. Bisogna superare anche un autobus di cinesi a piedi per raggiungere la pista ciclabile che ci conduce fuori città. Una piccola sosta al passaggio a livello per l’arrivo del treno e siamo fuori da Pisa (merda).

Svoltare a sinistra su via Carlo Marx e poi a destra su via Che Guevara. Proprio due mondi diversi Pisa e Lucca. Oggi si che superiamo il confine.

Imbocchiamo la pista ciclabile e giriamo intorno al lago di Massaciuccoli. Tutte le volte qui provo una sensazione particolare. E’ un’atmosfera che mi porta direttamente nelle avventure di Huckleberry Finn. Le capanne di legno sospese sull’acqua. Le reti attaccate fuori. Le barche lungo i canali. Le passerelle di legno. Le canne di bambù. Tutto mi riporta ad un Mississippi della mia fantasia, molto più piccolo. 

A Quiesa c’è un piccolo ristoro e ci rifocilliamo 

-Hanno della pasta qui? – chiede Stacey

-No solo panini o focacce – rispondo io

-Guardi signora – interviene la barista da dietro il banco – laggiù a quella rosticceria se vuole servono dei piatti di pasta – 

Merda questa ha sempre fame! Il dopo pranzo è un tutto in affanno lungo la salita, e che salita, che porta a Balbano. Stacey prende un passaggio e noi ci godiamo la salita e scattiamo qualche foto col panorama che si allunga. 

A Nozzano Castello entriamo ufficialmente nel territorio di Lucca. Mostriamo i nostri documenti ed entriamo. 

Fortuna che alla sera l’Enoteca Vanni ci accoglie fare le sue volte e le sue bottiglie. Simone ci fornisce un quadro completo e molto dettagliato dei vini toscani. Alcuni atleti vacillano, non vedono l’ora di bere. Le ultime lodi riguardano il Brunello di Montalcino, che però è l’unico che non abbiamo assaggiato.

Attorno al tavolo ad un certo punto c’è un fervore incontenibile per quel nome. nelle vesti di tour leader mi faccio avanti e dico se possiamo assaggiare anche un Brunello. Si alza un tifo da stadio. Il budget del nostro dream team non ne risentirà, ne sono sicuro. Almeno spero.

Cena senza pretese Da Leo e a letto caldi caldi.

continua…

Stefano Elmi

Atleti bevitori @Enoteca da Vanni. Simone Salvi, sullo sfondo, tesse le lodi del Brunello

scrittimaiali

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