Tommasi in Francia (VI)

Riassunto delle puntate precedenti:

Stefano Tommasi, il più grande fotografo concettuale dei nostri tempi in preda ad una crisi esistenziale riga la Maserati di un facoltoso sceicco in un parcheggio di St.Tropessssss, così senza un apparente motivo. Stefano Elmi, il suo biografo di sfiducia, che ci tiene al contratto quasi milionario col suo cliente, lo porta via in un batter di ciglio dalla scena del delitto ed insieme si dirigono a Nizza.

Nizza, zona stazione. Il biografo, andato alla ricerca di un parcheggio, lascia il fotografo ad attenderlo da un kebabbaro di terz’ordine che però si rivelerà importante per risolvere la crisi momentanea in cui è incappato il più grande fotografo concettuale dei nostri tempi.

Nizza (Francia) – Dal kebabbaro:

Il temporale si preannuncia… il vento soffia… le foglie cadono… il cane abbaia… il gatto dorme… è amore? S. – No, è una schifezza!

L’altra sera in sogno… ti ho vista… e subito ho pensato a quella cosa lì… che mi avei detto… sarà l’amore? S. – Che volgare che sono certe volte, come posso essere così basso?

L’altra sera i tuoi occhi erano cosi belli che mi sono deciso a non guardarti più le gambe… è amore questo, ancora? S.- Scontata, non riuscirei comunque a guardarle i suoi occhi.

Fuori piove… le foglie cadono… l’autunno incombe… ma dentro di noi è sempre primavera S. Merda! Bella questa! Come ho fatto? Nota: abbinare foto con palloncino, con ombrello, con foglie, oppure una in cui non mi si vede proprio.

L’amore è quella cosa che sta nascosta proprio lì… fra i nostri pensieri. S.- Enigmatica, uhm pronta all’uso per ogni evenienza. Nota: cercare foto da abbinare

La luna era grandiosa l’altra notte… poi mi si appannato il lunotto della Punto e non ho visto più la tua luce… oh l’amore! S. – Se solo avessi la macchina di Diabolik cambierebbe immediatamente di tono, ne sono certo. Nota: cercare offerte per auto usata tipo Diabolik

La luna in cielo stanotte… sembra cadere… ma invece non cade, sta su… come l’amore? S.- Uhm, senza infamia e senza lode. Nota: abbinare foto senza infamia e senza lode

La luna in cielo stasera mi dice che… io… ecco… ti amerei vestita… ma anche svest…. No! No!Uffa ma cosa mi dice questa luna? Che poi non mi è mai piaciuta! Cioè non è che non mi è mai piaciuta, ma non ci si capisce mai un cazzo: quando è piena, quando è mezza, quando è un quarto. Ma sopratutto cosa voglio dire? Mi manca qualcosa, oggi proprio non ce la faccio. Devo chiudere Facebook, magari domani. Mi ci vorrebbe una frase ad effetto, due parole, massimo tre, ecco sì tre parole, anche alla cazzo. Come potrei fare?

-Signore paga Kebab?

-Eh si un attimo…

Si ecco, mi servirebbe una frase ad effetto ed è subito like

-Signore allora paga Kebab?

-Ma non l’ha pagato il mio amico?

-Signore prende giro? Che amico? Lei è solo

-No, ma quello che era qui con me…

-Signore è una ora che in mio negozio scrivere su miei tovaglioli e sempre solo. No prende giro per favore.

-No scusa è che pensavo…

-Paga Kebab?

-Sì sì pago

Ma dove è andato? Con quello che lo pago, dovrebbe seguirmi ogni minuto quel pezzente. Più di un’ora per parcheggiare quella cazzo di Panda ed ancora non è tornato.

Nel frattempo per strada:

Il gentil signore ha parcheggiato e ha chiuso la macchina. Una sontuosa Maserati nera all’apparenza già vista, ma chissà quante ce ne sono da queste parti.

Si è sistemato i risvolti dei pantaloni beige perché cadessero nel punto esatto in cui voleva farli cadere sul mocassino, facendo questa operazione ha appoggiato la mano sinistra al tettino della macchina per non perdere l’equilibrio. Ha tirato fuori un sigaro già cominciato dalla tasca dei pantaloni, e lo ha acceso, si è sistemato il colletto della camicia forse un po’ stretto. Ha risposto ad un messaggio sul telefono. Nel frattempo erano passati sei minuti e quaranta tre secondi netti all’orologio della Panda.

Panda che per neanche un secondo avevo smesso di suonare il clacson. Ma il signore non aveva osato protestare, era gentile appunto. Poi spento il sigaro sotto la suola della scarpa , pettinato l’esile baffetto, eccolo che apre il bagagliaio dell’auto e ne tira fuori una tunica bianca e la indossa.

Quasi quasi sembra il tipo di St.Tropessss. Ma no! Chissà quanti ce ne sono da queste parti e con quella macchina. Va beh, forse meglio fare i vaghi e smettere di suonare.

Poi si sistema il turbante sulla testa. Inutile dire che l’uomo ha cambiato aspetto, prende una valigetta ventiquattrore e si muove per un apparente appuntamento di lavoro.

Merda! Lo sceicco dei miei coglioni! Ma sopratutto di quell’altro coglione che si è messo a rigargli la fiancata così senza motivo. Come gli spiego che non ero io? Sono bloccato non riesco a fare retromarcia. Faccio il vago, sistemo la radio, ecco sì. Ma non c’è tempo di far niente ed arriva al finestrino:

-Che cazzo vuoi italiano di merda!

-Prego?

-Dico a te testa di cazzo che mi hai rigato la fiancata della macchina!

-Mi scusi, ero qui che sintonizzavo la radio e non capisco di cosa sta parlando

-Non fare il furbo con me sbarbatello, sennò sai che fine fai?

-Dicevo solo che non poteva parcheggiare qui in mezzo a questa strada…

-E chi lo dice?

-Ma nessuno, niente d’importante comunque…

-Ascolta se non vuoi problemi esci dalle palle subito tu e questa macchinina del cazzo! E dimentico la faccenda della fiancata, che intanto la macchina non è neanche mia e poi potrei comprarne altre dieci uguali e rigarle io di proposito. Capito!

-E’ stato un piacere! Arrivederci!

Dal kebabbaro:

-Grazie signore per aver pagato kebab

-Prego, prego…

-Ma cosa scrivere su tovaglioli

-Ma no niente…

-Ma ha scritto molto. Cosa ha scritto signore?

-Ma sono appunti, pensieri, note, cose così…

-Anche poesie scrivere?

-Ma diciamo…

-Io grande poeta Pakistan signore

-Eh si va bene, ora devo andare…

-No è vero signore, io grande poeta famoso Pakistan

-Sì sì ci credo, ma ora devo andare

-Perché signore ride, non è gentile, io dire verità

-No non rido, ci mancherebbe

-Io pubblicato cinque libri in Pakistan, mie poesie studiate anche in scuola

-Ah complimenti davvero

-Non prende culo signore eh

-Come?

-Sì ha detto complimenti come per prendere giro

-Io poeta rispettato in mio paese. Io grande poeta amore Pakistan

-Hai detto amore!!!???

-Sì, mia specialità è poesia amore. Lei?

-Beh diciamo… anch’io

-No è sicuro?

-No, cioè, sì sono sicuro

-Mi sembra confuso signore

-Si abbastanza è che non riesco a concludere una poesia e questo mi tormenta

-Posso vedere poesia?

-No guarda devo andare ora

-No essere permaloso, se non aiutare fra noi poeti. Fai vedere…

Il kebabbaro-poeta-amore pakistano strappa i tovaglioli di mano al più grande fotografo concettuale dei nostri tempi, in queste ore in veste di poeta d’amore, e li legge tutti attentamente.

-Signore posso dirle una cosa?

-Ma certo tanto ormai…

-Ormai cosa?

-Niente, ormai siamo in confidenza

-Ecco, sì in confidenza: fanno cagare, però sono d’accordo su una cosa?

-Cosa?

-Sulle due, massimo tre parole tu cercare

-E perché?

-Perché io vincere grande premio Pakistan con poesia di tre parole

-Davvero? E quali sarebbero queste tre parole?

-Vuoi sentire signore?

-Certo!

-Ecco poesia più famosa di tutto Pakistan: Dare tu tre parole: sole, cuore e amore. R.

Cosa vuol dire R.?

-R è iniziale di mio nome: Rashid

-Geniale! Posso usarle? E certo io dare lei tre parole

Dare tu tre parole: sole, cuore e amore. R. Suonano male… aspetta… come posso fare… ma sì ecco: dammi tre parole: sole, cuore e amore. R. Così funziona! No! Un’ultima modifica: dammi tre parole: sole, cuore e amore. S. Allego foto alla cazzo e condivido subito! Anche oggi è andata!

Di ritorno dal parcheggio:

Buongiorno signore! Metto tutto? Cipolla, insalata, salsa piccante signore? Miglior kebab di tutta Nizza signore. Cinque euro panino e due euro Coca-Cola. Arrivederci, grazie e buona giornata.

-Eccomi! Scusami il ritardo, ma ho avuto un problema col parcheggio per causa tua!

-Causa mia?

-Sì, al solito però te la racconto un’altra volta

-Non preoccuparti, io ho avuto parecchio tempo per scrivere

-Bene, bene. Cosa hai scritto?

-Ma niente, appunti, note, niente di che…

-No è vero, signore scrivere poesie per un’ora – s’intromette sornione Rashid da dietro il banco

-Ah scriviamo poesie?? E per un’ora poi??

-Ma che ascolti lui

-Signore no essere cattivo

-Ha ragione, perché gli dici così

-No dicevo così per dire

-Signore scrivere grande poesia oggi – continua Rashid

-Ah sì? E sentiamola allora questa grande poesia

-Ma no dai, non è niente di che…

-Invece è bella. Signore leggo io? Posso?

-Eh leggi tu Rashid

-Aspetta, due minuti

Buongiorno signore. Metto tutto? Cipolla, insalata, salsa piccante signore? Miglior kebab di tutta Nizza signore. Cinque euro panino e due euro Coca-Cola. Arrivederci, grazie e buona giornata.

-Allora leggo io, pronti?

-Eh dai!

Dammi tre parole: sole, cuore e amore. S.

-Geniooooooo!

-Ma smettila!

-Ma come faaaa?

-No so signore come fa – Rashid da dietro il suo sorrisone

-Tomassi andiamo a comprare un maglioncino a collo alto e poi partiamo per Chamonisssssssss. Questa città è diventata soffocante.

Buongiorno signore. Metto tutto? Cipolla, insalata, salsa piccante signore? Miglior kebab di tutta Nizza signore. Cinque euro panino e due euro Coca-Cola. Arrivederci, grazie e buona giornata.

continua…

Testo: Stefano Elmi, biografo di sfiducia del più grande fotografo concettuale dei nostri tempi

Fotografie: Stefano Tommasi, il più grande fotografo concettuale dei nostri tempi

Foto: stefanotommasipornografie

scrittimaiali

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