Tommasi in Francia (V)

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Riassunto delle puntate precedenti:

Riecco la fortunata serie che ha fatto e sta facendo dannare ragazzine in tutto il globo per le avventure del più grande fotografo concettuale dei nostri tempi, Stefano Tommasi, che quando fa le foto brutte preferisce essere chiamato Tomassi, così per depistare e creare confusione.

Eravamo rimasti all’altezza dell’uscita autostradale St.Tropez o St.Tropesssss a seconda degli accenti.

La coppia composta, ovviamente, dal più grande fotografo concettuale dei nostri tempi e dal suo biografo di sfiducia si stava dirigendo verso il confine italiano, dopo aver lasciato Arles o Arlesssss, quando, a seguito di un diverbio (uno dei tanti), il biografo alla guida scelse di buttarsi nell’uscita St.Tropez o St.Tropessssss per dimostrare di non essere un taccagno.

ST.TROPEZ (Francia) – Sudano anche i gelati nei banchi dei gelati, ed il più grande fotografo concettuale dei nostri tempi se ne sta impassibile avvolto dal suo pastrano lanoso dal bavero sempre alzato e il cappello calato sulla fronte. Sono circa trentottogradicelsius e c’è una luce di merda.

La gente lo guarda incuriosita, alcuni lo schivano, altri lo schifano, io nel dubbio gli sto a cinque metri di distanza, quel tanto per dire che sì forse lo conosco ma non è che siamo proprio insieme.

Entriamo coi suddetti cinque metri di distanza precauzionali nella via principale all’ora dell’aperitivo. Lui si volta indietro per cercarmi, io a mia volta, mi volto indietro per non far capire. E’ un piano perfetto.

Donzelle discinte con grandi occhiali da sole e uomini abbronzati con risvoltino e scarpine senza calzino lo guardano con un certo sorrisetto. Tomassi in confronto alla fauna locale sembra un autista appena uscito dal suo autobus di linea. Che pena. Ci rimango male, lo prendo sotto braccio e lo porto in un bistrot un po’ più defilato.

-Ehi qui non è Arlessss! Capito!
-E’ diverso… – mi dice con un tono sommesso, mai sentito prima ad ora
-Che ti succede?
-Non lo so…
-Qui la gente ha tanti soldi per davvero, un pessimo gusto nel vestire e non capisce un cazzo di robe concettuali! Capito! E non c’è quella luce per fare quelle foto street buone giuste per aumentare i like delle ragazzine.
-Pessimo gusto nel vestire detto da te fa un certo effetto…
-Ascolta: la mia maglietta dei Pearl Jam e la mia camicia a quadri sono le cose di gran lunga più concettuali che puoi trovare in questo posto.

Il più grande fotografo concettuale dei nostri tempi annega i suoi pensieri in un Pastis, senza acqua ovviamente, mentre io provo a tirarlo su:

-Eddai, poi le tue foto a me son sempre piaciute e…
-Non me lo hai mai detto prima
-Sì che te lo ho detto
-No no, ricordo bene, non me lo hai mai detto prima
-E va bene! Te lo dico ora, contento?!
-Sì contento, e cosa pensi delle poesie?
-Te l’ho già detto cosa penso delle poesie
-Ridimmelo che me lo sono dimenticato
-Ascolta è vero delle fotografie non ti avevo mai detto niente prima, ma delle poesie sì, cerca di ricordare
-Faccio ogni sforzo, ma non ricordo proprio
-Sforzati di più, vedrai che ti ricordi cosa penso delle tue poesie

All’improvviso, tirato giù l’ultimo sorso di Pastis, se ne esce con un:

-Andiamo a Nizza e poi a Chamonix!
-La canzoncina che hai in testa e che capisci solo te?
-Sì quella!

E’ una St.Tropez o St. Tropessssss non adatta al più grande fotografo concettuale dei nostri tempi, chissà come se la immaginava. Forse Nizza sarà migliore per entrambi, nel dubbio assecondo la sua disperazione.

-Mi sembra un ottimo programma! Andiamo!

Ci avviamo, sempre coi cinque metri di distanza l’uno dall’altro, verso la macchina parcheggiata alla rinfusa fra un Porsche Cayenne, molto poco bohemien, e una Maserati nera, cui il più grande fotografo concettuale dei nostri tempi provvede a rigare meticolosamente l’intera fiancata con una chiave fingendo malamente di guardare da un altra parte.

-Cosa stai facendo scusa?
-Ho appena rigato la Maserati andiamo via veloci!
-Cosa hai fatto?!
-Andiamo! Andiamo!
-Ma c’è un signore dentro! Non lo hai visto?!

Un energumeno in tunica e turbante se ne esce molto incazzato, ma la Panda quattroperquattro decisamente la macchina più bohemien da queste parti, fila via agile e furtiva fra la folla di risvoltini e scarpine senza calzino. Il più grande fotografo concettuale dei nostri tempi è salvo.

continua…

Testo: Stefano Elmi, biografo di sfiducia del più grande fotografo concettuale dei nostri tempi
Fotografie: Stefano Tom(m)as(s)i, il più grande fotografo concettuale dei nostri tempi

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