Prime impressoni di Whitehorse

Prima impressione di Whitehorse: non si può arrivare tardi. Seconda impressione di Whitehorse: ci sono i gabbiani. Terza impressione di Whitehorse: c’è del gran disagio.

Due ore sotto un temporale e arrivo ricoperto di una fanghiglia poco identificabile all’ufficio informazioni turistiche di Whitehorse di sabato sera e mezz’ora prima della chiusura.

– Scusi un posto economico dove dormire stanotte?

– Eh ragazzo mica si cerca un letto alle 7e30 di sera!

Ma chi è questa signora poco cordiale al di là del banco informazioni? Io sono un tutt’ uno con la mia giacca di goretex color sabbia-fango, muoio di fame e i piedi sono zuppi.

-Scusi?

– Ma non poteva arrivare prima?!

No ma sta scherzando e io non capisco il suo umorismo tipico dello Yukon perché son stanco e ho veramente fame o forse è solo stronza?

-Si arriva prima per cercare un posto per dormire. Comunque non ce ne sono. In città c’è la fase finale di un torneo internazionale di softball ed è tutto pieno. Unica soluzione il campeggio

No, il campeggio stasera proprio no. Continua a piovere e sono sempre bagnato.

Risolvo un problema intanto: vado a mangiare. Pickapeppa Caribbean soul food è un ristorantino tutto colorato poco distante dall’ufficio turistico.

Entro ed inizio ad asciugarmi un po’. Alcuni operai cenano dopo il lavoro e bevono una birra poco più in là. La radio da sola musica reggae. Ordino un pollo piccante e una birra giamaicana, e piano piano sto meglio.

Chiacchierando con il cameriere cileno chiedo se c’è un posto per domire in città, poi viene la cuoca che fa un giro di telefonate. Rimango anche dopo l’orario di chiusura a chiacchierare, alla fine la cuoca, cui le telefonate sono andate tutte a vuoto è dispiaciuta e mi dice che a questo punto posso stare da lei. Va anche a fare un salto a casa per vedere se i suoi ragazzi non hanno portato gli amici per il sabato sera.

Quando torna è proprio dispiaciuta ma non ha posto. C’ero quasi riuscito, ma niente mi tocca andare al campeggio.

Pedalo sulla pista ciclabile lungo lo Yukon. Ora ha smesso di piovere ma è tutto bagnato e umido intorno. I gabbiani svolazzano ancora sulle acque del fiume. No aspetta, mi fermo. Guardo bene, sì sono gabbiani. I gabbiani a Whitehorse!?

Frotte di nativi super imbenzinati hanno lasciato le loro tane e ora ciondolano finalmente liberi con i loro cartoni, che portano regolarmente alla bocca, lungo i marciapiedi che conducono al fiume.

Non ho mai pensato a come la potessi immaginare, ma me la immaginavo diversa Whitehorse.
Stefano Elmi



scrittimaiali

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2 pensieri riguardo “Prime impressoni di Whitehorse

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