Treno regionale Roma-Napoli

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Trovato il binario col treno regionale per Napoli. Salgo.

Sistemo la bici e salgo al piano superiore, mi siedo. Dall’altra parte del corridoio un ragazzo ben vestito e dal forte accento napoletano parla al telefono, e ci parlerà per tutte le due ore e mezza che ci separano da Napoli, fatta eccezione per una piccola interruzione al passaggio in un paio di gallerie piuttosto lunghe.

Pantalone attillato ma senza rivoltino, camicia attillata e Ray Ban scuro. Capello, barba e sopracciglia pressoché perfetti.

Ma sai che ieri sono stato da quella tua amica? Pensa te mi sono fatto i piedi, le mani, le sopracciglia, una pulizia del viso e ho speso solo 25 euro –

No non è la presunta fidanzata dall’altra parte del telefono che racconta la sua giornata, è lui stesso. Si vede proprio che ci tiene alla cura di sé, e ancora:

Quando torno a casa non so se farmi la doccia, che dopo me ne devo uscire e andare al centro commerciale in macchina, ma con questo caldo non so perché dopo devo anche andare dal barbiere e mi da fastidio rimanere coi peli sotto la camicia mentre vado al centro commerciale, quindi sai cosa faccio? Vado diretto al centro commerciale e compro quelle cose che mi servivano, vengo a casa e faccio una doccia, perché è troppo caldo madò! Mi riposo un attimo poi esco di nuovo e vado dal barbiere, torno a casa e faccio un’altra doccia, mi metto a letto e dormo. Che ti sembra? Può andare così? –

Silenzio dall’altra parte. Il tipo sui trent’anni ben curato, ben vestito scende ad Aversa afflitto dai suoi problemi ed impegni.

Poco prima due giocatori di scopa diretti a casa stavano facendo una partita, mentre improvvisamente uno dei due urla a tutta voce:

SCCCCOOOOPAAAA! –

E subito parte un melodramma di 35 minuti netti sul fatto che il signore in realtà non aveva fatto SCOOOOOPAAAAA. Tutti noi, nessuno escluso, ne è partecipe.

Sbarco a Napoli e le prima cosa che vedo sono due, evidentemente Nigeriani, che si fanno le foto a vicenda davanti alla vetrina di un marchio di lusso. E’ un buon inizio e penso alla battuta sempreverde di R.B. videomaker con anni di esperienze e lavori in Africa:
I Nigeriani sono un po’ come i Napoletani dell’Africa –

Dopo anni è come un cerchio che si chiude.

29 Luglio 2016

Stefano Elmi

scrittimaiali

Pubblicato su Senza categoria

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