Calgary

Allora ci siamo. Ultimati i preparativi in città, domani mattina parto per le montagne rocciose. Sono curioso e preoccupato allo stesso tempo. Ci saranno tratti dove avere scorte di cibo e acqua sarà fondamentale. Domani comunque dovrebbe essere una cosa più semplice.


Resoconto delle provviste:

Acquistati 3 buoni cani per la slitta, una pelliccia di renna di ottima fattura, almeno una decine di casse di brandy, ma non sono riuscito a concludere con un cinese oggi al mercato che aveva un cane ottimo per guidare a slitta. Quel taccagno ci voleva fare la cresta, troppi dollari, ma quel cane aveva davvero qualcosa di speciale, e si vedeva. Non era poi molto grande, ma nei suoi occhi c’era la curiosità dell’avventura. Maledetto cinese e tutta la Chinatown. Però sento che lo ritroverò da qualche parte quel cane, non è un tipo da stare col cinese a lungo. Anche lui sa il fatto suo.

Calgary è bella, così bella che domani per fortuna parto. Ci sono negozi di biciclette e per le attività all’aria aperta che levati, uno ci si potrebbe rovinare, ma le commesse non sono un granché.

Tamara, la signora che mi ospita, trovata tramite warmshowers (il couchsurfing per cicloturisti) è molto gentile. Andando via stamani presto per un funerale a Revelstoke di un suo caro amico alpinista che pare si sia suicidato, mi ha lasciato le chiavi di casa a patto che dia da mangiare a Finnegar, il gatto, i cui peli sono appiccicati un po’ ovunque, specie in cucina.

Insomma me ne sto qua a scrivere sul divano di una casa come tante della periferia Sud est di Calgary, ma calda e accogliente e con tanta luce, calcolando il bagaglio da portare e facendo per fortuna anche degli acquisti inutili: le tronchesine che non tagliano, il telefono preso con una super mega offerta incredibile che mi sa tanto di fregatura, soprattutto quando mi ha dato anche una carta prepagata da 50 dollari da spendere come volevo.

Ci sono tante piste ciclabili in città ed è un piacere girarla, ma comunque la periferia rimane alienante. Nei parcheggi dei grandi centri commerciali (Mall) tutto è a misura di macchina, anche i posti auto sono più grandi e non c’è neanche un cazzo di ringhiera dove pot legare la bici.

Stefano Elmi


scrittimaiali

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