Gli eroi di Berat – 5° episodio

‘Due presunti atleti sconosciuti diventano eroi’ titolava la Gazzetta di Durazzo. ‘Gli italiani stavolta fanno una cosa per bene’ Tirana’s Chronicle. ‘Gli eroi di Berat’ titolava semplicemente la Pravda di Berat.

‘A Bagaglio sfuma di un soffio la vittoria’ cronaca falsa e tendenziosa del Valona-Post, per sostenere l’oriundo. Rincarava la dose l’inserto sportivo del quotidiano cinese Bejing-Times ‘Xian Giun Bagaglio derubato di una vittoria sicura si ritira’.

‘Dalla Bassa Cambogia1 alle vette delle aquile’ titolo composto dal direttore italo-cambogiano Luc Galeotto, per il Giornale di Phnom Penh News, l’unico che si spostasse con l’intera redazione al seguito, composta dal fotografo Kin-Otto, e dall’oriunda capo-redattrice, Mery Cambboggia. Infine ‘Dalle stalle alle stelle, passando per una benzinaia’ titolava invece la rivista scandalistica Ci-facciamo-solo-i-cazzi-vostri-perché-i-nostri-fanno-caaa.

A Dhermi il giorno di riposo era tutto un via vai di gente. Giornalisti, allenatori, gente comune incuriosita da tanta confusione e dalle montagne di biciclette mai viste. Era pur sempre il primo giro di Albania. Anche le mucche erano molto interessate. Durante la tappa, il giorno precedente, avevano steso almeno 24 corridori, il tutto per essersi messe a fare il tifo in mezzo alla sede stradale. Al mercato nero della cittadina già si trovavano in vendita le biciclette dei migliori corridori del gruppo, ad eccezione di quelle dei due vincitori, nessuno era riuscito a recuperarle, ma anche i due ormai eroi, sembravano irreperibili. Dove erano?

Nella hall del West Coast, il lussuoso camping dove erano alloggiati tutti i concorrenti, gli educati e sempre affabili uscieri kosovari, alla domanda dove fossero Contentezza e Prestanome, rispondevano in diverso modo. Ma ormai i giornalisti sapevano che Fulvio Contentezza, ribattezzato da tutti Sandalino, stava rientrando da Tripoli, dove era stato appena ritrovato. I soldi dell’organizzazione del giro non erano molti quindi il rientro previsto in mattinata era slittato alla sera.

Infatti il nostro eroe dalla periferia di Tripoli doveva spostarsi su un pick-up dei ribelli sino a Sirte. Poi lì, riuscire a cambiare pick-up senza essere visto e montare su uno delle truppe fedeli a Gheddafi e successivamente essere portato in una tenda spersa nel deserto a salutare Gheddafi stesso, che lo voleva conoscere, dopo aver seguito la sue gesta epiche il giorno precedente su Eurosport. Dopo la gentile visita, sarebbe stato accompagnato a Tunisi da un faccendiere dell’Eni, avrebbe atteso circa 3 ore all’ufficio postale in attesa della ricarica della sua poste pay, con la quale avrebbe pagato il primo volo in partenza per l’Europa. Il volo lo condusse a Togliattigrad, in Russia, dove, dopo aver preso una Lada Niva verde pisello a noleggio all’aeroporto, sarebbe giunto in serata a Dhermi con ancora indosso il giubbotto antiproiettile. Tutto ciò era scritto in un dettagliato comunicato stampa della precisa organizzazione albanese, la quale aveva previsto ora per ora tutti i suoi spostamenti.

Invece per quanto riguardava Adalberto Prestanome, le risposte degli uscieri e le voci che circolavano fra i giornalisti erano chiare. ‘E’ chiuso dentro la sua tenda e non parla con nessuno’. Tentare solo di arrivare alla sua piazzola era impensabile. Solo per superare la hall che conduceva all’interno del camping bisognava attraversare una rigida sorveglianza composta da: 10 body builder tajiki, che l’organizzazione aveva assunto come servizio di sicurezza. Una bufala in gravidanza, quindi nervosa. Le 15 migliori majorette dei Balcani, assunte per le premiazioni dei corridori, alle quali era molto difficile resistere. Ed infine, superato un bunker residuato del regime comunista, posto proprio in mezzo al viale, intorno al quale era stato costruito il lussuosissimo West Coast, c’era la tenda di Prestanome.

continua…

Stefano Elmi


1-Bassa Cambogia sinonimo di Bassa Padana, terra d’origine di uno dei due promettenti pseudo-atleti

scrittimaiali ©

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