milanozero.

-Come va?

-In questa città giro sempre in mezzo alla gente, ma sono sempre solo-

-Lei dove nasce?-

-Io nasco a Piazzale Loreto, qualche mese fa. Milano grigia. Non sono un tipo loquace. Milano esalta gli introversi –

-E cosa succede a questi introversi esaltatati?-

-Nei migliori dei casi diventi cinico, se va male voti PDL –

-Perché vivi a Milano?-
-Io non vivo Milano. Io lavoro Milano-
-E dove abiti?-
-………….-

-Cos’è Milano?-

-Milano è un posto alienante, detestato da chi ci vive, e però continua a viverci. E’ fatta di cemento e routine. E’ molto simile a come viene descritta solitamente-
-Cambiamenti possibili?-

-Michail Bakunin diceva che la distruzione è passione creativa-
-Perfetto. Progetti per il prossimo futuro?-

-Vediamo, se non piove potremmo andare a Milano 2, non sono mai stato, dicono sia bellissima!-

Perfetto non piove perciò partiamo. Metropolitana fino a Cascina Gobba e poi autobus direzione Segrate. Saliti notiamo subito un distinto signore molto a suo agio che sta leggendo Il Giornale. In qualche modo è possibile definirlo un complice? Il quesito ci persegue sino a che non scendiamo.

Sbarchiamo dall’autobus. Sembra di essere arrivati d’un tratto in Svizzera o in Svezia. E’ tutto bellissimo, ma bellissimo per davvero, rimaniamo folgorati.

-Però ha fatto un bel lavoro!-

Condomini rosso porpora gradevoli alla vista. Verde da tutte le parti. Alberi, giardini, grandi, piccoli, medi, e tutti stupendi. Tutto meraviglioso. Tutto perfetto. Anche le auto che passano qui sono più gentili. E’ un paradiso.

Giriamo per gli stupendi viali e vialetti fra i condomini. Tutto è verde. Tutto è perfetto. Tutto è tranquillo. Pure troppo per la verità, ma cosa manca? C’è qualcosa che manca, ma non capisco cos’è. E tutto ad un tratto l’illuminazione. Siamo soli!

Dov’è tutta la gente? Le persone, il popolo, il suo popolo, anche solo un condomino, un semplice abitante di questi meravigliosi condomini, basterebbe davvero poco per confortarci. Dove sono tutti?

Nota psico-tecnica N°1: leggerissimo stato di angoscia ci inizia a pervadere.

Ma attenzione! Lungo il nostro vialetto vediamo una sagoma che si sta avvicinando a noi. È piccola. Che facciamo? Si vede lontano un chilometro che non siamo di qui e parliamo dei nostri dubbi. Insomma si vede che siamo diversi, che fare?

Meraviglia! Quando siamo vicini la ragazzina ci saluta con un buongiorno. No incredibile pensiamo! Che civiltà! Siamo proprio in Svizzera o in Svezia.

-Non hai notato?-

-Cosa?-

-Si è vergognata-

Nota psico-tecnica N°2: rimango male.

Entriamo in un condominio il cui portone è rimasto aperto. Tutto è ovattato. Tutto è fermo. E continua a non esserci nessuno. C’è un cartello all’ingresso, ci avviciniamo, dice: regolamento del SUPERCONDOMINIO 34 barra E. Sconvolti scappiamo.

Giriamo e giriamo. Prati verdi e cartello di divieto di giocare a pallone. Prati verdi e divieto di calpestare. Prati verdi e divieto di girare in bicicletta. Prati verdi e divieto di far rumore. Prati verdi e divieto del divieto del divieto che ridivieta. Mi scappa la pipì. Non c’è un bagno pubblico. Non la reggo. Mi metto dietro un banano. Cosa ci faccia un banano in Svizzera o Svezia non so, però è pur sempre verde e per niente intimorito dagli abeti così spavaldi. Faccio la pipì in tranquillità. Sembra un gesto di provocazione, ma è un atto naturale, semplice, liberatorio.

Aspettiamo il bus per tornare a Segrate.

Bilancio: numero 3 persone incontrate in mezz’ora a Milano 2.

Piccoli pensieri da scrivere a la mamma a casa: mamma qui tutto è stupendo, qui tutto è tranquillo, qui tutto è troppo tranquillo, qui tutto è fermo, qui tutto è immobile, qui tutto è morto. Qui io non ci torno più mamma.

Ma c’è un ultimo posto dove desideriamo andare nella nostra gita s-culturale.

Prendiamo la metro sino a Cologno Monzese, sì proprio lì. Cittadina grigia che sa di centro-periferia e di periferia-centro. Difficile da capire. Gente annoiata. Gruppo di anziani alle panchine a cui chiediamo la direzione per gli studi di Mediaset.

-Te l’ho già detto l’altra sera, per Canale 5 di là, senno ti do il bastone in testa –

-L’altra sera? È la prima volta che vengo qui, ma che vuoi?!-

-Sparisci!-

Nota psico-tecnica N°3: stronzo.

Arriviamo di fronte agli studi. Non c’è nessuno neanche qui. Parabole sui tetti dei capannoni. Studi e studi, e continua a non esserci nessuno. Neanche un usciere. Non è giusto, ci hanno conquistato in 20 anni di televisione e neanche un volto umano a cui dare la colpa?

L’unica cosa viva e animata è l’insegna gigante di un sexy-shop di fronte l’entrata di Mediaset, proprio dall’altra parte della strada. Come mai qui tutto deve avere un risvolto grottesco?

Nota psico-tecnica finale: N.P. (non pervenuta)

Piove da un cielo bianco sporco. Bus e metro e ritorniamo a Milano, stavolta zero.

Stefano Elmi

e con l’importante contributo di Andrea Monti


Ogni riferimento a persone, oggetti, luoghi è puramente voluto.

La redazione

pubblicato anche su SP-READ.COM

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4 pensieri riguardo “milanozero.

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