3. MALEDETTI IMMIGRATI – Il bambino amico di Toure

Il bambino amico di Toure

E’ ormai passato quasi un anno dall’arrivo dei ragazzi Maliani a Gallicano e con loro si sono aggiunti nella stessa casa, alcuni mesi dopo, dei ragazzi Pakistani ed Afghani.

Abbiamo in programma un incontro a scuola. Finalmente dopo alcuni mesi di conoscenza ci sono le condizioni per poter far conoscere agli studenti quello che facciamo e spiegare perché questi ragazzi sono lì.

In passato ci sono stati dei momenti di tensione. Al parco pubblico alcuni genitori avevano visto i ragazzi africani fare foto ai bambini piccoli mentre giocavano, anche i Carabinieri erano intervenuti, però nessuno aveva mai riscontrato niente di irregolare. Forse alcune paranoie avevano preso il sopravvento, comunque sia più di una volta c’erano state lamentele. I ragazzi che ciondolavano intorno alla scuola elementare e media in cerca di wi-fi aveva ulteriormente esacerbato gli animi di alcuni genitori.

Fatto sta che alla vigilia dell’incontro tutti ci avevano messo all’erta riguardo domande scomode che i ragazzi avrebbero potuto fare, e molta attenzione avrebbero dato alle nostre parole, perché avrebbero riferito tutto, per filo e per segno, alle loro famiglie. Sembrava di camminare sul filo di un rasoio o di essere ad un voto di fiducia su qualche provvedimento vitale per il governo. Era come se tutti quanti avessero auto-creato una tensione che non aveva ragione di essere, ed infatti trovai subito le prove.

Entriamo coi ragazzi Maliani e gli altri, prendiamo posto nell’aula magna. Poco a poco arrivano anche gli studenti. Nessuno rimane in disparte, subito con molta naturalezza gli studenti si mischiano ai richiedenti asilo. In attesa d’iniziare l’incontro c’è un bel brusio, ognuno parla col suo vicino di sedia ed anche i ragazzi Maliani cominciano a parlare con una certa confidenza con alcuni ragazzini.

Che fai?- domando a Toure
Niente. Io parlo con mio amico – mi risponde
Vi conoscete ? –
Sì noi giocare a calcio tutti i pomeriggi –
Anch’io – dice un altro ragazzino
Anch’io – dice ancora un altro

Noi adulti siamo così stupidi. Le troppe pressioni inutili create dal chiacchiericcio fra genitori, amministratori, operatori sociali o chi più ne ha più ne metta. Ed io lì davanti a 3 o 4 ragazzini che il pomeriggio giocano a calcio con i loro amici Maliani, in attesa che il temuto incontro abbia inizio.

 

Stefano Elmi (parole)

Simone Togneri (vignette)

scrittimaiali(C)

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