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Certe volte di notte mi mancava l’aria e mi svegliavo di soprassalto. La finestra chiusa a due mandate. Strano, eppure io la lasciavo sempre aperta, specie in questo  periodo di autunno-estate permanente. Mi sudava il collo. Bagnavo il cuscino e mi svegliavo col fastidio, ed alla mattina ero già stanco. Sempre così per un mese intero. Finestra aperta la sera e chiusa alla mattina. Come era possibile? 

Nella stanza eravamo solo io e il mio cane, un Lagotto dalle discrete dimensioni che, non me ne voglia mentre scrivo queste righe, anche piuttosto stupidotto e che dormiva sempre sotto il letto.

Il mistero rimase tale per quel mese. Il mese successivo però trovai un indizio. Un foglietto incastrato nella finestra mentre una mattina, ricoperto di sudore, mi accingevo a riaprirla. Sopra vi erano scritte alcune parole con una calligrafia pessima in cui a malapena si riusciva a leggere: siamo quelli della notte. Finestra aperta – Finestra chiusa. 

Ma che cazzo voleva dire? E chi erano quelli della notte? Il mio cane aprì un occhio e poi lo richiuse e si rimise a dormire. Come dire cose che succedono a voi stupidi umani. Io sono cane e per di più Lagotto, quindi non mi tocca. In cuor mio però lui sapeva qualcosa, ma all’inizio non ci detti alcun peso. Stupidi animali. Stupidi umani.

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Eroica Cuba

Un autobus traballante e carico di persone lentamente mi affianca, alcuni occhi mi guardano e sorridono, poi mi supera e una nuvola nera intesa come quella che potrebbe sputare fuori una vecchia caldaia a carbone mi avvolge. Quasi non vedo più la strada. Provo a tirare il fazzoletto sul naso ma non serve a niente. Vedo tutto nero. Trattengo il fiato. Non respiro. Quasi soffoco. Guadagnata di nuovo la luce si apre una strada di terra rossa coi ai lati campi di canna da zucchero. 

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