Gli eroi di Berat – 8° episodio

 

Il giorno dopo i titoli dei giornali erano tutti per Fulvio Contentezza, già Sandalino, già Cavallo Pazzo, ed ora eroe ritrovato. Contentezza is back’ titolava la Pravda di Berat, che era rimasta a seguire anche il giro di Grecia, per la simpatia che suscitavano alla redazione i due sprovveduti. ‘Mai sottovalutare il cambogiano’ era invece il titolo del Giornale di Phnom Penh News. ‘E’ nata una stella, il suo nome è Cavallo Pazzo’ titolava la Gazzetta di Durazzo, anche lei rimasta a seguire le gesta atletiche.

Stavolta la fama era tornata, anche se solo per una notte e solo per uno dei due, ma era tornata, questo era ciò che contava. La tappa successiva, l’ultima in terra ferma, per approdare al giro delle isole, fu una semplice passeggiata. Baldanzosi e pieni di loro, si fermarono anche per un caffè lungo la strada tanto era il vantaggio. Nuotata in mare e sole. Tranquilli, rilassati e accerchiati dai giornalisti, che spocchiosamente ignoravano.

In serata s’imbarcarono solinghi per Itaca e là le loro tracce furono perse in maniera definitiva. Nell’isola che fu di Ulisse e Penelope, si narra di dormite in spiagge mitologiche, con mal di schiena mitologici, svegliati da capre mitologiche, sotto ulivi mitologici. Si narra anche che i due, dopo tutta questa indigestione di mitologia, li ritrovarono ubriachi in una taverna, pieni di pinte di birra, anch’esse mitologiche.

Queste sono solo le voci riportate, nessun organo di stampa ufficiale riuscì a rimanere in contatto con i due, ormai mitici eroi, nell’isola sperduta.

Le loro biciclette, pare le prime a solcare le strade di Albania, impolverate e consumate, lasciarono un vuoto incolmabile fra i nugoli di bambini posti lungo le strade che ancora aspettavano il ritorno dei loro idoli. Così come le magliette chiazzate di sudore e i segni del sole sulle cosce, gettarono nello sconforto e nella malinconia le lavandaie che durante l’impresa li avevano lavati e accuditi, anche nei momenti più bui.

Tutti iniziarono a sentirsi più soli senza i due improbabili ciclisti gocciolanti di sudore, che riuscivano a fendere l’aria quasi come due novelli Bottecchia , soltanto un po’ più grunge. Gli eroi di Berat erano entrati nella leggenda.

FINE

Stefano Elmi

scrittimaiali ©

 

Gli eroi di Berat – 7° episodio (Lost in Corfù)

I giorni a Corfù passarono tranquilli e furono giorni di meritato riposo, in attesa della partenza del giro di Grecia. Anche se per gli ex eroi difficile fu tornare alla cosiddetta normalità. Furono infatti visti aggirarsi con fare strano e facce stralunate con le vesti da ciclista ancora indosso per le vie principali del capoluogo. Le cronache narrano di due individui dalle barbe lunghe e maleodoranti, che venivano guardati male dai numerosi e chiassosi turisti napoletani che si aggiravano a branchi per il centro in cerca di souvenir. ‘Sti albanesi! Sono ovunque! Puah!’ Contentezza giura di averlo sentito sussurrare a qualcuno. ‘Terroni del cazzo’ disse fra sé e sé Prestanome, ma si vedeva che non aveva voglia di far casino. Il cambiamento di regime politico-monetario ancora lo stordiva, e tutta questa folla che gli si aggirava intorno con la ferma volontà di spendere, lo stordiva ulteriormente, facendogli assumere uno sguardo fra l’ebete e l’intontito. Un certo malessere stava salendo, ma i nostri due ebbero l’accortezza e la lucidità, che solo i grandi atleti hanno nel momento del massimo sforzo, di dileguarsi e riposarsi in una spiaggia appartata.

Una volta rientrati sul continente, qualche giorno dopo, ebbe inizio la competizione. Igoumenitsa-Parga fu la prima tappa. Passò tranquilla, senza scossoni alla classifica generale. I nostri due ex campioni sembravano essersi ripresi, almeno in parte. Non erano nelle prime posizioni, ma comunque erano sempre presenti. Mentre i dolori di Contentezza al ginocchio, di cui soffriva sin dalla partenza, ma che con spirito di doverosa abnegazione aveva sempre celato, ora si facevano sempre più acuti. Continua a leggere “Gli eroi di Berat – 7° episodio (Lost in Corfù)”

Gli eroi di Berat – 6° episodio

Gli eroi non si ripetono mai due volte. Partiti da Dhermi dopo il giorno di riposo, i nostri due fecero i primi chilometri a spinta, mentre il caldo stava già soffocandoli, nonostante la partenza di prima mattina. Dopo circa un km fecero una pausa caffè. Successivamente proseguirono mezzi ciondolanti e furono passati da una coppia di corridori tedeschi, Von Stroppien e Baumann. La coppia tutta sorridente li salutò con fare da finti sportivi. Si vedeva lontano un miglio che i tedeschi erano pieni di sé, almeno questo pensò Contentezza.

Raggiunta la località di Porto Palermo i nostri due si gettarono nelle acque della baia per sfuggire alla calura ed al gruppo intero. Avevano percorso a mala pena 20 km. Pranzarono in un ristorante vicino. Visto che dovevano riprendere la corsa si alimentarono correttamente: un piatto di maiale per entrambi, patatine fritte e birra. Temperatura esterna 38 gradi e temperatura interna che saliva sempre più inesorabile. Continua a leggere “Gli eroi di Berat – 6° episodio”

Gli eroi di Berat – 5° episodio

‘Due presunti atleti sconosciuti diventano eroi’ titolava la Gazzetta di Durazzo. ‘Gli italiani stavolta fanno una cosa per bene’ Tirana’s Chronicle. ‘Gli eroi di Berat’ titolava semplicemente la Pravda di Berat.

‘A Bagaglio sfuma di un soffio la vittoria’ cronaca falsa e tendenziosa del Valona-Post, per sostenere l’oriundo. Rincarava la dose l’inserto sportivo del quotidiano cinese Bejing-Times ‘Xian Giun Bagaglio derubato di una vittoria sicura si ritira’.

‘Dalla Bassa Cambogia1 alle vette delle aquile’ titolo composto dal direttore italo-cambogiano Luc Galeotto, per il Giornale di Phnom Penh News, l’unico che si spostasse con l’intera redazione al seguito, composta dal fotografo Kin-Otto, e dall’oriunda capo-redattrice, Mery Cambboggia. Infine ‘Dalle stalle alle stelle, passando per una benzinaia’ titolava invece la rivista scandalistica Ci-facciamo-solo-i-cazzi-vostri-perché-i-nostri-fanno-caaa. Continua a leggere “Gli eroi di Berat – 5° episodio”