Gli eroi di Berat – 4° episodio

La svolta ci fu vicino ad una grossa fontana posta lungo la salita, dove i nostri due assetati, per non perdere altro tempo prezioso, riempirono velocemente le loro borracce. Dall’altra parte della strada uno strano tipo con dei gran baffoni e l’aria affabile li aveva notati, e li chiamò al cospetto della sua grossa Mercedes anni ’90. S’informò da dove venissero, dove andassero e poi aprì il bagagliaio. Era un serbo che avrebbe voluto vendergli qualsiasi cosa. Magliette, peluche, sigarette, liquori, scarpe, ciabatte, coperte, profumi, insomma ogni cosa. Parlava 7 lingue in contemporanea e avrebbe imbambolato chiunque. Poi Prestanome notò una scatola a lato, che il tipo non aveva minimamente toccato. Era piena di pasticche di tutte le forme e colori. Il serbo la richiuse in gran fretta e nervosamente la nascose sotto ad altre scatole. Ad ogni domanda sul suo contenuto rispondeva in maniera evasiva o al limite dice solo ‘dance dance’. Prestanome bruscamente tirò fuori 2000 lek dalla maglietta ed altrettanto bruscamente ficcò una mano nella scatola e ne prese un paio, una per sé, che ingerì all’istante e una la mise nella bocca di Contentezza, che ancora non aveva realizzato cosa stesse succedendo. Prestanome per il quasi amore della sua benzinaia avrebbe fatto ogni cosa pur di vincere la tappa. Il serbo prese i soldi e si dileguò in tutta fretta. Continua a leggere “Gli eroi di Berat – 4° episodio”

Gli eroi di Berat – 3° episodio

Il mare si faceva sempre più lontano, dovevano ritornare verso l’interno per affrontare la montagna e da lì la discesa che li avrebbe condotti a una gloria certa. La strada proseguiva con lunghi rettilinei. Leggera salita, vento contro, fatica che aumentava, e velocità che mano a mano diminuiva. Per quanto mulinassero le gambe parevano fermi. Avevano già percorso 100km e ora all’orizzonte si profilava il tratto più duro della tappa. Si fermarono per fare un carico d’acqua in un distributore lungo la strada deserta. Entrarono e si diressero al frigorifero, non c’era anima viva all’interno, ed in maniera un po’ rozza urlarono per farsi servire. Si misero ad aspettare con quell’aria di sufficienza e un po’ scoglionata di chi si attende che sbuchi da dietro il bancone un benzinaio o un meccanico con la sua tuta sporca di grasso. Continua a leggere “Gli eroi di Berat – 3° episodio”

Gli eroi di Berat – 2° episodio

Dopo circa un’ora i nostri ripartono in direzione Valona, la strada saliva ed il traffico non accennava a diminuire. Era una gara di equilibrismi per non essere centrati dalle auto che sbuffavano in salita. Poi la svolta in vista della costa: ingresso in autostrada. Nuova appena costruita, super liscia. Contentezza e Prestanome assaporarono già di tagliare per primi anche il secondo traguardo intermedio della giornata. L’Autobahn albanese però si rivelò interminabile e il vento contrario iniziò a farsi sentire sulle gambe. Lo sconforto iniziò a pervadere le anime di questi due avventurieri in cerca di vana gloria. Spingevano e spingevano, ma sembravano non avanzare neanche di un chilometro. L’acqua terminò e il sudore aumentò. La temperatura era vicina ai 40 gradi Celsius. Poi l’illuminazione di Contentezza. Tirò fuori dalla maglietta una boccetta regalata la mattina dall’uomo senza nome di Berat che li aveva ospitati. Era raki, la grappa albanese. Non avevano altri liquidi da assimilare, erano a rischio disidratazione. Ne buttarono giù metà per uno, il caldo e il sudore sembrarono aumentare. Ci fu una piccola perdita di equilibrio, ma i due con un paio di colpi di pedale più decisi si ripresero all’istante. Entrarono a Valona ad una velocità stimata di 55km l’ora. Continua a leggere “Gli eroi di Berat – 2° episodio”

Gli eroi di Berat – 1° episodio

Ci sono giornate in cui tutto si capisce sin dai primi istanti in cui ci si sveglia, e quella non era una giornata a caso, ma era la giornata.

Tappa Berat-Dhermi 140 km, passando per Roscovec, Fier, Valona e arrampicandosi su per il temibile Logara pass, posto a circa 20 km dall’arrivo. Dalle montagne al mare. Sbagliato pensare che il mare sia in pianura e tanto meno in discesa. In Albania per andare al mare bisogna salire.

I nostri due atleti, Fulvio Contentezza e Adalberto Prestanome, si svegliarono prima di tutti. Ore 5e30 già in piedi. Sapevano che sarebbe stata dura e sapevano di essere svantaggiati, per cui tentarono di battere la concorrenza proprio sulla sveglia. Caffè, uova e pieno d’acqua sulle bici. Alle 6 erano già in sella, spensierati lasciarono Berat lungo i vialoni deserti e subito a palla. Prestanome trainava Contentezza, ancora mezzo addormentato, ai 30 orari solo dopo 10 minuti dalla partenza, poi deviazione per Fier e qui i giochi cambiarono. Strada secondaria. La guida era stata chiara: sarà un disastro questo tratto. No, non è vero, i soliti esagerati, pensarono i nostri due. Regolare, si sbagliarono.

Tirarono dritto passando sopra crepe, buche, buche piccole, buche medie, buche grandi, buche ancora più grandi che diventarono crateri, e poi crateri piccoli, crateri medi, crateri grandi, mattoni, tegole, ghiaia sottile e grossa, sassi di tutte le misure, polli, galli, pulcini, asini e tanta polvere. Si vedeva e sopratutto sentivano che questa sin dall’inizio sarebbe stata una tappa epica. Dopo circa due ore di pianura disastrata e blande colline, con un cielo grigio smog e vecchie Mercedes fumanti che li superavano, giunsero su un rettilineo apparentemente banale. Fondo buono, sarà stato un tre chilometri ad occhio e croce. Continua a leggere “Gli eroi di Berat – 1° episodio”